
Ridurre i volumi dei trucioli metallici, recuperare il lubrorefrigerante, non intasare gli spazi di stoccaggio: è il problema da cui sono nati i compattatori Jvonne, e da cui continuiamo a partire ogni volta che sviluppiamo una nuova macchina. JEB200 è l’ultima evoluzione in questa direzione.
Non è una macchina pensata da zero, ma il passo successivo di una piattaforma che conosciamo bene: l’abbiamo migliorata ascoltando chi la usa ogni giorno e i nostri partner commerciali, per arrivare a prestazioni più alte e una gestione più semplice del ciclo di compattazione.

Il dato che fa la differenza è la forza di compattazione: 50 tonnellate. Si traduce in bricchetti più densi e stabili, che vuol dire meno volume da stoccare, più lubrorefrigerante recuperato, meno viaggi di trasporto e materiale che vale di più quando arriva al riciclo.
Le esigenze di un impianto cambiano nel tempo, e JEB200 è stata progettata tenendone conto: la struttura è già predisposta per il sistema Booster, quindi le prestazioni si possono aumentare in un secondo momento senza cambiare macchina né stravolgere l’impianto. Un modo per rendere l’investimento più flessibile.
Abbiamo studiato un PLC di nuova generazione che segue ogni fase del ciclo di compattazione. Con la diagnostica da remoto (optional) si individuano prima le anomalie, si riducono i fermi macchina e si velocizzano gli interventi di assistenza. L’infrastruttura è già pronta per rispondere alle esigenze di sicurezza informatica di un impianto connesso.
Sul fronte pratico, i cinque modelli della gamma condividono lo stesso telaio e molti componenti: significa un magazzino ricambi più semplice da gestire, manutenzioni più rapide e costi di assistenza più bassi.
I piedini regolabili e permettono di livellare la macchina e dare la giusta inclinazione per far defluire bene i lubrorefrigeranti, mentre le ruote integrate rendono più agevole spostare il compattatore durante installazione, manutenzione o riorganizzazione degli spazi
